La mia vita con Pikachu

È l’una di notte di un tranquillo sabato estivo, se ci si pensa, neanche tanto tardi, ma per me che mi sveglio presto anche nel week end, è tardissimo. Sono sotto casa mia quando mi accorgo di due ragazzi in motorino, entrambi con il telefono in mano, apparentemente in attesa. Visto che sono curiosa e questo è un momento un po’ particolare, mi giro a guardarli meglio ed ecco lì che avevo sospettato bene: erano a caccia di Pokémon!!!

Qualche giorno dopo mi ritrovo sull’autobus, sale una ragazza, poi un gruppetto di bambini con mamme al seguito e infine un ragazzo, tutti o quasi rigorosamente con il telefono in mano. Mi fermo ad ascoltarli ed ecco lì che ci risiamo, i Pokémon ormai la fanno da padroni! I bambini che si confrontano sui Pokémon catturati, le mamme ironicamente di lamentano del fatto che i loro figli ormai sono persi in un mondo parallelo, ma alla fine ne sanno tanto quanto i loro figli.

Tranquillamente me ne stavo seduta lì, con il mio telefono in mano e tra me ridevo e tacevo. A un certo punto, una delle mamme che si era sistemata affianco a me, mi guarda ed esclama “Ma anche tu?!” e così, scoppiando a ridere per la situazione, confesso che si: anche io sono impazzita dietro i Pokémon! Un’ossessione che mi concedo nel tragitto da casa a lavoro e viceversa, però pensandoci anche a casa spesso mi distraggo giocandoci. Che dire: non potevo non provare il gioco più discusso del momento!

Mi giustifico dicendo che il mio è un puro e semplice studio per capire le potenzialità di un gioco come questo per applicarle ad altra app o per trovare spunti per il lavoro, del resto tutto può essere fonte di ispirazione! Ma la pura e semplice verità è che in realtà sono ancora una bambina, nonostante i miei quasi 27 anni: mi piace giocare e non me ne vergogno!

In molti criticano questa mania dei Pokémon ma personalmente non ci trovo nulla di male.

I più, criticando questa follia momentanea, invitano gli “ossessionati” ad uscire per crearsi una vita e non per cercare i Pokémon, etichettandoli come infantili, asociali e soli. Personalmente non ho mai sentito così tanto il mio amico come in queste settimane di Pokémon mania.

In realtà le persone escono più ora per i Pokémon che prima e nell’attesa che spunti il fatidico animaletto nascosto, fanno quattro chiacchiere in compagnia. Senza contare le situazioni come la mia sull’autobus, una scena simpatica che ha dato vita a una chiacchierata tra estranei, una rarità ormai, soprattutto in una città chiusa come Genova.

I Pokémon sono solo una piacevole distrazione, un’ossessione momentanea che probabilmente tra un mese sarà già nel dimenticatoio per la maggior parte delle persone e gli unici che continueranno a giocarci saranno quelli che hanno sempre giocato con tutte le versioni precedenti dei Pokémon: i veri fan.

Ma poi, perché criticare e deridere? Perché ognuno non si fa i fatti propri? Non siamo liberi di poter fare quello che vogliamo a patto che non facciamo del male altrui?

Se dovessimo criticare tutti quelli con una passione/ossessione allora non ne scamperebbe manco uno, a partire dagli amanti del calcio visto che questo sport condiziona tutti, anche chi non lo segue.

E allora: che “Pokémon mania” sia!

Un’idea all’improvviso

Uno dei miei primi post dava dei consigli su come scrivere un post per un blog. Lettura sicuramente interessante e utile ma volete sapere una cosa buffa? Non seguo minimamente i miei consigli!

Purtroppo sono una di quelle persone che scrive di getto e non riesce a fare una scaletta degli argomenti, la faccio a mente e poi scrivo a ruota libera, seguo il flusso dei pensieri fino a quando non arrivo alla fine del discorso.

Nulla da dire su questo modo di scrivere se non fosse che a volte non so come iniziare il discorso e allora sono seri problemi.

Soluzione? Per ora non ne ho: mi limito a iniziare con una frase che nella maggior parte dei casi poi stravolgerò una volta finito di scrivere quello che voglio scrivere.

Però una cosa mi viene da pensarla. Il mio attuale modo di scrivere ha un senso se considero ciò che scrivo. Scrivessi un post in cui spiego dei concetti, che deve avere un senso logico e deve essere chiaro allora si, molto probabilmente la soluzione migliore è usare una scaletta dei contenuti. Ma visto che i miei post nascono sempre da situazioni in cui mi ritrovo e quindi sono più che altro riflessioni scritte, allora trovo che la scaletta non sia necessaria perché quello che conta è il mio pensiero.

Diamo quindi spazio alle idee!!!

Chiarezza e semplicità: quello strano concetto che è alla base della comunicazione

Me disperata!

Ho fatto una ricerca su cosa è il Responsive Web Design ed è stato un dramma!!! Il dramma non è stato capire cosa è, perché fortunatamente lo sapevo già, il dramma è stato leggere come hanno cercato di spiegarlo!!!

Essere chiari quando si spiega qualcosa non è una caratteristica accessoria ma è la base della comunicazione!!! E non mi riferisco solo alla comunicazione che le aziende fanno per promuovere il proprio prodotto o servizio, ma alla comunicazione di tutti i giorni, al rapporto comune tra due persone che si incontrano e scontrano al supermercato, a due amici che chiacchierano tranquillamente al bar.
Se la chiarazza è fondamentale per la quotidianità, figuriamoci per chi promuove la propria attività aprendo un blog, strumento molto utilizzato da disegner e programmatori. Se stai creando dei contenuti con lo scopo di creare delle possibili collaborazioni di lavoro, allora ti conviene essere chiaro. Ed essere chiaro significa farsi capire da chi non parla il linguaggio tecnico come te.

Quando si scrive un post per un blog, bisogna capire che questo verrà caricato nella vastità del web e che potrebbe essere letto da chiunque. Il passo successivo è quello di capire che quel “chiunque” non sa e te devi dargli modo di capire. Come si fa a farsi comprende? Basta scrivere in modo semplice, chiaro, possibilmente in italiano, visto che sei in Italia e il tuo pubblico è prevalentemente italiano, magari usando qualche parolina in più al posto di un termine tecnico non chiaro. Vi sembra impossibile tutto ciò? A me no…

Basta poco per meravigliarmi

Ho incominciato a studiare comunicazione nel 2008 e penso non finirò mai. Non solo perché nella vita non si smette mai di imparare, ma perché la comunicazione, specialmente quella web, è in continua evoluzione.
In più tutto ciò che impari con la teoria, finché non lo metti in pratica non lo apprendi realmente e comunque anche quello che hai studiato su libri, dispense e internet non sarà mai tanto quanto quello che puoi imparare provando realmente.

Quello che scrivo non sono banalità retoriche ma la mia attuale esperienza.

Come sapete, qualche settimana fa ho iniziato una nuova esperienza di lavoro che mi sta dando modo di appurare quanto sia vero quello che ho appena scritto. Rispetto a tutte gli altri lavori fatti, con questo ho realmente modo di mettere in pratica tutto quello che ho studiato all’università e anche dopo: posso finalmente testare in prima persona ciò che è stato immagazzinato nella mia testa.
Visto che sono una che si meraviglia con poco, il fatto di capire quanto sia vero e utile tutto ciò che ho studiato in passato, mi fa apprezzare quello che faccio e questo è importantissimo perché non tutti si possono permettere di dire la stessa cosa.

Ogni giorno aggiungo un tassello alle mia crescita professionale e personale e la cosa mi rende felicissima.

 

ESC 2016 … Che lo spettacolo abbia inizio!

Ok sono quasi patetica ma da quando l’ho scoperto me ne sono innamorata ed è diventato il mio appuntamento TV preferito: inizia la settimana dell’Eurovision Song Contest 2016!!!

Tutto è iniziato il 18 Maggio 2013, un sabato casalingo molto solitario. Facevo zapping alla televisione quando sono capitata su Rai2 e SBAM! É stato amore a prima vista.

Non sapevo manco cosa fosse, ma lo dovevo guardare. Si trattava di musica, bella musica, e per di più c’erano artisti da tutta Europa: per un’amante della musica e del multiculturalismo come me, la scoperta di questo evento è stato un momento di pura folgorazione. Il giorno dopo, o forse sarebbe più corretto dire tutta la settimana successiva, l’ho passata ad ascoltare le canzoni in gara quell’anno e ad informarmi sull’evento.

L’Eurofestival (Eurovision Song Contest ufficialmente, spesso abbreviato in ESC o semplicemente Eurovision) è una manifestazione musicale nata nel 1956 organizzata dall’Unione Europea di Radiodiffusione ed ispirata al Festival di Sanremo.

L’Italia è tra i paesi fondatori del festival e ha vinto due volte: la prima volta nel 1964 con l’allora sedicenne Gigliola Cinquetti e la canzone Non ho l’età (per amarti), la seconda nel 1990 con Toto Cutugno e la canzone Insieme: 1992. Nel 1997, però, la RAI ha deciso di interrompere la sua partecipazione all’Eurovision sospendendone anche la trasmissione in TV. Finalmente, nel 2011 l’Italia torna a partecipare all’Eurovision Song Contest dopo 14 anni dall’ultima partecipazione. Da quando è tornata, è arrivata per quattro volte nella Top 10 con due podi nel 2011 e 2015.

Quindi, tutto sommato, non siamo neanche malucci come musica, sappiamo farci valere anche se abbiamo vinto solo due volte.

Ma come mai mi sono innamorata così tanto di questo evento? Ci sto pensando da quando ho iniziato a scrivere questo posto tre giorni fa.

Sicuramente il fatto che sia un evento musicale ha contribuito al mio innamoramento, perché se non si fosse capito, mi piace ascoltare musica. Un po’ di tutti generi: dal rock al pop, dalla classica alla dance. Inoltre, una cosa che ho notato anche grazie a questo festival, è che ho una predilezione per la musica del Nord Europa, Svezia soprattutto: non chiedetemi il perché, dato che manco io lo so, ma è così. Potete immaginare quanto fossi felice quando l’anno scorso ha vinto la Svezia: ho festeggiato per un mese!

Ma il bello dell’ESC è che ti da l’opportunità di scoprire artisti europei di talento che altrimenti non conosceremmo, visto che non arrivano in Italia. Ok che grazie a internet, parte di questo problema è stato superato, ma il fatto che almeno una volta l’anno questa barriera senza senso sia abbattuta, permette anche ai non smanettoni di internet di aprire gli occhi su altro.

Per tre serate l’anno gli europei amanti della musica si ritrovano tutti insieme davanti alla TV, ognuno nella propria casa, a tifare la propria nazione ma a votare la canzone che più gli piace.

L’Eurovision Song Contest è una sana competizione multiculturale che unisce nonostante sia una gara con un unico vincitore, è intrattenimento in tutte le lingue europee, è divertimento al ritmo di ottima musica.

Non mi vergogno di amare tanto questo contest, di essere l’unica dei miei amici a parlare delle serate e degli artisti in gara, di stare un sabato sera a casa anche da sola a guardare lo spettacolo più bello della TV. 

In bocca al lupo alla nostra Francesca Michielin che rappresenterà l’Italia, ma anche a tutti gli altri artisti in gara e ai due presentatori: che lo spettacolo abbia inizio!!!

Una mamma, una bambina, una pila di libri…

Passeggio tra le bancarelle di un mercatino di libri, una cosa che mi piace fare anche se poi spesso esco a mani vuote.

Sono lì che mi perdo tra centinaia di titoli, sfogliando le mille pagine dei libri che ci sono, all’improvviso becco una bambina con le braccia stracolme di libri, un sorriso immenso che emana luce ma soprattutto gioia. Carica come è, va tutta contenta dalla madre a mostrarle il suo bottino e la madre cosa fa? La rispedisce indietro dicendole di scegliere un solo libro da comprare e posare tutti gli altri: un solo libro e basta! Purtroppo ho assistito a scene come questa due volte e temo non saranno le uniche. Entrambe le volta sono rimasta letteralmente di stucco senza capire come mai una madre dovesse fare un gesto come questo.

Io capisco che ormai i bambini sono letteralmente sommersi di cose: giochi, vestiti, scarpe,…una quantità di roba che per me da piccola era inconcepibile, almeno che non fosse di seconda o terza mano. Ma con i libri la storia è diversa!

Come si può impedire di leggere a un bambino??? Come si può impedire a un bambino di perdersi in mondi lontani, di farli sognare vivendo le avventure di eroi e principesse??? Come si può impedire alla mente del proprio bambino di esercitarsi, crescere e maturare???

Io da piccola amavo leggere, era un momento fantastico perché poi rivivevo le storie lette pensando a cosa avrei fatto io se fossi stata la protagonista. Una volta, in vacanza, sono stata costretta a correre in libreria per comprare dei libri nuovi perché quelli che avevo portato, e non erano pochi, me li ero letteralmente divorata. Ogni volta che compravo un libro diventavo la bambina più felice del mondo e non vedevo l’ora di leggerlo.

Per me leggere ha significato colmare le mie immense lacune di grammatica italiana, ha significato liberare la mente da ogni pregiudizio, ha significato vivere e sognare il verde dei prati bretoni e l’azzurro dei mari australiani.

Non riesco proprio a concepire che una madre possa impedire al figlio di vivere tutto quello che ho vissuto io leggendo un libro, che metta sullo stesso piano libri e video giochi, che sia così ingiusta da impedire al figlio di comprare un libro perché per me leggere è vita, è scoperta, è crescita.

Non si può stroncare così sul nascere la passione per qualcosa di così bello come la lettura. Quindi, care mamme di tutto il mondo, correte in libreria e biblioteca e regalate ai vostri figli le avvenute più belle: quelle dei libri!

Come il primo giorno di scuola

Oggi è il primo giorno di una nuova avventura: oggi inizio il mio tirocinio e sono nel panico!

Sono in ansia già da un paio di giorni ma stanotte il mio livello di panico ha raggiunto i massimi livelli, ciò si è tradotto in una bella notte insonne, di quelle che ti rigiri continuamente e quando suona la sveglia ti sembra di esserti appena addormentato, insomma: una notte da incubo.

Proprio come mi succedeva il primo giorno di scuola, tutti gli anni fino alla maturità. In effetti anche all’università la notte prima di un esame voleva dire ansia: che non sia io che mi faccia tanti problemi? Forse sì.

Resta comunque un giorno importante perché la prima impressione è quella che conta di più e non si può sbagliare, o almeno a me non piace farlo. 

Ma non è solo una questione di prima impressione, è anche una questione di incognita su quello che mi aspetterà, delle persone che conoscerò, del lavoro che andrò a fare: di cosa in generale mi riserverà il futuro. E la domanda che sorge spontanea è: “sarò all’altezza del compito?”. Peccando un po’ di presunzione, mi viene da rispondere di si, ma questo non basta.

Posso anche convincermi del fatto che sono perfetta per questo lavoro, che sarò bravissima e che mi troverò benissimo ma le incognite ci sono sempre e ci saranno sempre finché non inizia questa mia nuova avventura…e allora che inizi!

In bocca al lupo a me!

Riprendere dopo tanto tempo

È passato un bel po’ di tempo, troppo lo so e non ci possono essere scuse per tutto questo tempo.

In questi mesi in cui sono “scomparsa” dal mio blog, la mia mente non si è mai fermata e ha continuato a pensare per capire cosa fare. Sono sempre convinta che questo mio spazio sia fondamentale se non per gli altri, per me. Ma così non può andare, ho bisogno che sia qualcosa di più.

Ecco perché ho deciso di dare una piccola svolta a questo mio laboratorio: sarà sempre il mio spazio ma non sarà solo un blog che parla di comunicazione ma un laboratorio di vita, la mia vita!
Lo so, sarà l’ennesimo blog personale dove ci sarà l’ennesima persona patetica che vuol raccontare della propria vita magari pure quella un po’ patetica ma sapete cosa vi dico? Anche  a rischio di risultare antipatica e maleducata, dico: “Me ne frego!”

Sono in un punto della mia vita in cui ho bisogno di cambiamenti: ogni cellula del mio corpo ha bisogno di un cambiamento. Anche piccolo ma che sia un cambiamento, del resto sono le piccole cose, i dettagli che fanno la differenza e io voglio fare la differenza per la mia vita.

Una delle cose che voglio e devo cambiare è il mio rapporto con il mio blog: voglio renderlo vivo e per farlo devo renderlo più personale. 

Questo è il primo giorno della nuova vita del mio blog quindi BENVENUTO TRA NOI!